Beyond the light

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La danza delle stelle
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Anima
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Introspezione
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Artistic Biography

Pietra Barrasso e il Premio Europeo per l'Arte
Pietra Barrasso and the European Award for Artistic Excellence

Pietra Barrasso – International Master of Art

Pietra Barrasso studied at the Accademia di Belle Arti in Naples, where she chose the painting department. She later deepened her training with a specialization in advertising graphics and photography. During her artistic journey, she met the master Antonio Corpora, becoming his student and inheriting part of his sensitivity toward matter and colour.

She took part in the 54th Venice Biennale under the curatorship of Vittorio Sgarbi, strengthening her presence on the international art scene.

By direct invitation, she joined MetaFormismo©, a movement in which she has participated consistently across numerous editions of the itinerant exhibition L’Arte Contemporanea nelle Antiche Dimore©. She also took part in L’Arte e il Tempo©, an official event of Expo Milano 2015, both conceived and directed by Prof. Giulia Sillato.

 

Activity in progress - Cari Maestri - “Porta di Luce” a Gubbio

“Cari Maestri” – Contemporary Art Meets Saint
Cari Maestri” – Contemporary Art Meets Saint Francis in Gubbio 

Pietra Barrasso presenta “Porta di Luce” a Gubbio – CARI MAESTRI 2026

From October 3 to November 4, 2026, Pietra Barrasso will take part in the prestigious CARI MAESTRI exhibition in Gubbio, curated by Prof. Giammarco Puntelli. The artist will present Porta di Luce, a painting that explores luminosity as a spiritual and regenerative principle. In the work, light becomes living matter: it crosses the color, vibrates through shades of gold, green, and blue, and ultimately transforms into a symbol of rebirth and transcendence. The painting invites the viewer to cross an inner threshold, where pictorial language becomes an experience of contemplation and hope.

The exhibition unfolds across three symbolic venues in the city — Santa Maria Nuova Church, Taverna dei Capitani Gallery at Palazzo dei Consoli, and the Diocesan Museum — creating an immersive journey through art, history, and spirituality. Porta di Luce reaffirms the luminous poetics that define Pietra Barrasso’s artistic research.

 

Storico dell'Arte Prof.ssa Giulia Sillato

Quando vidi le opere di Pietra Barrasso per la prima volta, intuii, senza averne prove scientifiche, che dietro quella certosina e meticolosa piegatura delle malte, mescolate insieme con il colore, vi si celasse non solo una mano svelta e sicura, ma anche una visione artistica completa, un’idea dell’arte che, evidentemente, aveva avuto modo in passato di esercitarsi e infine esprimersi mettendo a frutto antiche conoscenze e abilità.

Avevo la sensazione che quei virgulti continui di colore radiante e plurispatolato, chiamati “raggi di luce”, fossero come l’espressione ultima di un percorso che aveva radici profonde e che era andato sublimandosi progressivamente nella pura concettualità della luce.

Ne ho avuto conferma solo recentemente, quando l’artista ha sottoposto alla mia attenzione, sollecitandone un  giudizio, un olio su tela  eseguito  nei  primi anni  Duemila: una spendida Madonna in trono con angeli degna dei migliori pittori del primo Quattrocento ….. genere di pittura dal quale ella sarebbe trapassata, con il tempo, a un approccio pittorico informale.

Sotto questo informale, pertanto, che si presenta tuttavia con un formalismo plastico-pittorico eccezionale, si sottende una preparazione accademica di primo piano, quella che odora di gessi, carboncini e calchi di statue, quella che educa gli allievi alla storia delle arti visive, quella che lascia passare solo chi ha superato la disciplina dell’apprendimento.

Il passo compiuto da Picasso quando, da primo e celebrato allievo dell’Accademia di Belle Arti di Barcellona, si trasformò, nel giro di un decennio, in un detonatore di corpi e volti umani nello spirito di quella spinta progressista anti-figurativa che Parigi, ai primi del Novecento, seppe imprimere gli artisti in essa convenuti, è lo stesso passo che, magari in un arco di tempo più breve, riescono a compiere gli artisti di oggi …

Non si fa altro che sospettare il dejà vu. Personalmente non credo che si possa parlare di processi già vissuti o di luoghi artistici già visti, perché tutta l’arte del Novecento è sostenuta da numerose quanto differenti genialità, ciascuna delle quali ha un suo autonomo senso per esistere anche in  rapporto a cicli storici che, come è noto, possono ripetersi senza danno per l’originalità delle proposte che vengono semplicemente rinnovate.

Quando un artista come Pietra Barrasso riesce a saper parlare il linguaggio di ieri (rispettando le icone classiche) e il linguaggio di oggi (saltando da una posizione classicistica a una visione nuova, rifondata esclusivamente sulla sola accentazione cromatica), non è un soggetto che insiste su un  percorso, di cui nessuno peraltro ha sinora decretato la fine, ma un polo creativo capace di solcare le onde del tempo.

Gli inquantificabili e imprevedibili processi di trasformazione dal modello accademico alla libera espressione non figurativa sono il tema centrale delle mie ricerche: sono giunta alla conclusione che questo processo non abbia un termine preciso e che possa andare avanti all’infinito, a meno di non porre fine all’esistenza della pittura …

Sull’artista romana posso con certezza asserire che i suoi quadri odierni sono l’esatto corrispettivo della pala d’altare da lei mostratami e queste ne sono le ragioni: la composizione delle varie superfici gioca su effetti radiali che, ottenuti da miscele cromo-materiche frantumate a textures, non ignorano le regole dell’antico comporre.

Sebbene non esista prospettiva in qualità di grafica riproduzione, si impone tuttavia un’idea tradizionale nel distribuire le parti: esse si muovono velocemente ora in senso orizzontale, ora in senso verticale, ora in sensodiagonale, riabilitando così, in qualche modo, la dinamica visiva della pittura futurista italiana.

Le scelte cromatiche rispondono costantemente a un ordine interiore che esige modulate gamme di blu, piuttosto che di rosso o di verde, e negli accorpamenti timbrici il pittore si ingegna a stabilire funzioni e ruoli precisi tra i colori complementari.

Lo spazio diventa quindi un illusione policroma … non è più una rappresentazione, è una proiezione mentale, esattamente come proiettivi sono gli spazi della nostra contemporaneità. 

Nell’arte d’altri tempi la logica dell’inganno visivo si nascondeva tra le pieghe dell’abilità nel riprodurre ciò che non c’era, ma la società moderna, che non ha bisogno di spazi riprodotti, poiché interagisce continuamente con i mezzi multimediali, ricerca altro tipo di inganni, quelli offerti dalla pittura che effonde ovunque colori e sensazioni, colori ed emozioni, colori e luci …(Giulia Sillato)

News - Exhibition

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